Direzione editoriale

Bernardo Ricci

Coordina la linea editoriale della rivista e cura i dossier sulle crisi diplomatiche in corso. Ha seguito negoziati multilaterali su disarmo e controllo degli armamenti, con particolare attenzione ai meccanismi di verifica dei trattati.

Inchieste e diritti civili

Alessio Valentini

Si occupa di violazioni dei diritti fondamentali e di condizionalità nei trattati commerciali. Lavora su fonti giudiziarie e rapporti di organizzazioni indipendenti, ricostruendo catene di responsabilità tra governi e imprese.

Corrispondenze estere

Vienna Ferretti

Segue il Sahel e il Corno d'Africa, con reportage da aree di transizione militare. Documenta l'impatto degli sfollamenti sulle comunità locali e il ruolo degli attori privati nella sicurezza regionale.

Analisi e ricerca

Dott. Elio Lombardi

Analizza rotte commerciali, diritto del mare e geoeconomia delle infrastrutture. Collabora con centri di ricerca universitari e verifica i dati su traffici, pedaggi e accordi di transito prima della pubblicazione.

Come è nata la redazione e cosa è cambiato sul campo

O'Neil Gazzetta non è partita da un ufficio. È partita da tre taccuini, una connessione instabile e la necessità di documentare quello che i comunicati ufficiali lasciavano fuori. Da allora la struttura è cresciuta, i corrispondenti sono cambiati, ma il metodo è rimasto lo stesso: verificare, contestualizzare, pubblicare anche quando la versione comoda è un'altra.

Chi vuole seguire il lavoro della redazione o proporre una segnalazione può scrivere a info@nicholasaoneil.com oppure consultare la pagina contatti.

La redazione lavora su un principio semplice: nessuna crisi si spiega con un solo comunicato. Servono documenti, testimonianze dirette e tempo per verificare chi guadagna da una guerra o da un trattato firmato in fretta.

Perché questa rivista esiste

Fonti prima delle opinioni

Ogni dossier parte da materiali verificabili: rapporti di organizzazioni internazionali, atti processuali, corrispondenze dei nostri inviati e interviste a chi vive sulla frontiera. Quando una fonte non regge, la togliamo. Non pubblichiamo ricostruzioni che non possiamo difendere in redazione.

Uno sguardo che non si allinea

Seguiamo le crisi diplomatiche senza adottare la versione ufficiale di nessuna capitale. Il lettore trova il contesto storico, gli interessi economici in gioco e le voci che di solito restano fuori dai notiziari. È un lavoro lento, spesso scomodo, ma è l'unico modo per capire cosa accade davvero.

Diritti umani come misura concreta

Non trattiamo i diritti fondamentali come un capitolo a parte. Li usiamo come unità di misura per valutare missioni di pace, sanzioni e accordi commerciali. Se un'intesa riduce le distanze tra i mercati ma lascia intatte le violazioni sul terreno, lo scriviamo con i nomi e i luoghi.

Un archivio consultabile

Ogni inchiesta resta collegata alle precedenti: chi legge un reportage sul Sahel trova i rimandi alle analisi sulle rotte migratorie e ai dossier sui trattati europei. Così il lettore costruisce nel tempo una mappa delle crisi, invece di consumare notizie isolate.

Corrispondenze dal terreno

Lavoriamo con giornalisti presenti nelle aree che raccontiamo, non solo con agenzie di stampa. Questo comporta tempi più lunghi e costi maggiori, ma permette di documentare ciò che accade nei giorni in cui l'attenzione internazionale si sposta altrove.

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